Servizio di Neuropsicologia

L’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Neuropsicologia si trova al secondo piano del padiglione B e comprende 15 postazioni di lavoro, completamente attrezzate, per effettuare diagnosi e trattamento dei deficit cognitivi comportamentali, dei disturbi del linguaggio e della deglutizione dell’età adulta. La responsabile del servizio di Neuropsicologia è la dott.ssa Francesca Meneghello e la caposala del reparto è la Dott.ssa Antonella Chinellato.

 

Ambulatori di Neuropsicologia:

Ambulatori Responsabili
Ambulatorio di Neurologia Divisionale Dott.ssa M.Rosaria Stabile, Dottor Giovanni Pellegrino e Dott.ssa Francesca Meneghello
Ambulatorio di Parkinson Dott.ssa Paola Cudia
Ambulatorio di Neurofisiopatologia Dottor Francesco Piccione
Ambulatorio di Ecocolordoppler TSA Dottor Vincenzo Iaia
Ambulatorio di Disturbi cognitivi della memoria e del linguaggio             Dott.ssa Francesca Meneghello

 

L’ Ambulatorio di Disturbi cognitivi della memoria e del linguaggio, a sua volta, può avere come output altre tre prestazioni:

  • valutazione e trattamento neuropsicologico individuale;
  • valutazione e trattamento logopedico individualevalutazione;  
  • trattamento della deglutizione.                    

Inoltre, si rende noto che, inclusa tra le prestazioni erogate dall’Ambulatorio di Neurologia Divisionale, vi è anche la possibilità di richiedere un Colloquio psicodiagnostico e psicoterapia di supporto (pazienti e/o familiari) su regime esclusivamente privato.

Ad esclusione di quest’ultima, tutte le attività svolte all’interno del servizio di neuropsicologia sono convenzionate dal Ministero delle Salute e quindi erogabili in regime di accreditamento con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

 

Le postazioni riabilitative sono predisposte anche per interventi riabilitativi in teleassistenza una volta che il paziente è rientrato a domicilio.

Tutti i trattamenti sono rivolti a pazienti ricoverati e a pazienti in regime ambulatoriale, previo accesso all’ambulatorio neurologico.

Il Servizio ha inoltre a sua disposizione un giardino terapeutico di 400 metri quadrati (con una serra/laboratorio, aiuole a terra e aiuole rialzate specificatamente progettate per pazienti in neuroriabilitazione) e, all’interno, uno spazio informale adibito a winter gardening.

Le attività vengono gestite dalla Dott.ssa Vanessa Marino, un’educatrice professionale che osserva e supporta le funzionalità del paziente in un setting ecologico ed educativo sia per la sfera cognitiva (soprattutto esecutivi e prassici) che comunicativo-relazionale.

 

Per prenotare, si consiglia di visitare la nostra pagina riservata alle prenotazioni e di chiamare i numeri a disposizione dopo avere prestato particolare attenzione alle fasce orarie.

 

Attività

L’equipe dell’UOSD è costituita da 6 psicologhe con specializzazione in Psicoterapia e comprovata esperienza in ambito neuroriabilitativo e da 7 logopediste con preparazione specifica in neuoriabilitazione dell’età adulta. Responsabile dell’Unità è un Medico specializzato in Neurologia.

L’attività è rivolta a pazienti con disturbi della cognizione, del comportamento e della comunicazione conseguenti a grave cerebrolesione acquisita (GCA), stroke, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), encefalite, neoplasie cerebrali, demenze.

I pazienti dopo una approfondita valutazione neuropsicologica e logopedica vengono avviati ai trattamenti riabilitativi necessari.

 

Le attività dell’UOSD sono:

  • Valutazione e trattamento dei disturbi comunicativo-linguistici (afasia, disturbo pragmatico, disartria e disfonia, disturbi di lettura e scrittura)
  • Valutazione e trattamento delle funzioni attentive/esecutive, del neglect, dei deficit di memoria, delle abilità numeriche e di calcolo;
  • Colloqui di psicologia clinica, psicodiagnostica e terapia di sostegno individuale/di gruppo per pazienti e caregivers;
  • Valutazione e trattamento di disturbi di deglutizione (disfagia neurogena).

 

Queste attività sono erogate in modalità individuale e/o in piccolo gruppo, a seconda delle necessità riabilitative ipotizzate. In associazione al trattamento standard, al paziente può inoltre essere proposto di partecipare a protocolli di trattamento sperimentali, oggetto delle ricerche condotte all’interno dell’ospedale. Tra le proposte troviamo ad esempio le metodiche di neuromodulazione come la stimolazione elettrica transcranica a correnti dirette (TDCs), il trattamento mediante biofeedback elettromiografico e l’utilizzo di software per l’esecuzione di esercizi linguistici.

L’UOSD di Neuropsicologia è dotata di strumenti tecnologici aggiornati per la diagnosi, la valutazione ed il trattamento riabilitativo. Gli ambulatori dispongono di computer con hardware e software specifici, ausili per la comunicazione, tablet, tastiere modificate, dispositivi a controllo oculare, comunicatori, tastiere modificate, mouse a soffio, Voice Recognition Systems.

    IN REGIME DI RICOVERO:

    • La presa in carico neuropsicologica prevede una iniziale valutazione e, se necessario, a trattamento neuropsicologico con una frequenza in media per 1 ora al giorno per 5 giorni alla settimana, con sedute individuali.
    • In caso di disturbi di tipo logopedico, al paziente viene proposto un trattamento della durata di un’ora o di 30 minuti, a seconda delle caratteristiche specifiche del trattamento previsto. La cadenza è solitamente di 5 volte a settimana. A seconda degli obiettivi riabilitativi, la frequenza del trattamento più essere aumentata o dilazionata.
    • Può inoltre essere associato un intervento in piccolo gruppo per difficoltà specifiche, con cadenza di 3-4-5 sedute settimanali.
    • Il perseguimento degli obiettivi viene monitorato durante incontri settimanali d’équipe. I familiari vengono attivamente coinvolti nel percorso riabilitativo.
    • Quando richiesto, viene effettuato un monitoraggio del reinserimento lavorativo/ scolastico dei pazienti.

     

    IN REGIME AMBULATORIALE:

    A fronte di prescrizione da parte del medico specialista in Medicina fisica e riabilitativa, possono essere attivati i seguenti trattamenti individuali e in piccolo gruppo:

    • Valutazione logopedica (per disturbi della voce e della parola, del linguaggio e della comunicazione, della deglutizione)
    • Riabilitazione logopedica individuale e collettiva (per disturbi della voce e della parola, del linguaggio e della comunicazione)
    • Valutazione neuropsicologica
    • Training per disturbi cognitivi
        Interventi specifici

        Diagnosi e trattamento dei disturbi comunicativo-linguistici: afasia, disturbi di lettura e scrittura, disturbo pragmatico, disartria e disfonia, disturbo in paziente minimally responsive

        I pazienti vengono sottoposti ad una valutazione iniziale con prove standardizzate e/o videoregistrazione, sulla cui base vengono individuati gli obiettivi del progetto terapeutico.

        Nei disturbi afasici del linguaggio viene proposto prevalentemente un trattamento individualizzato di tipo pragmatico-conversazionale, che mira alla riorganizzazione linguistica anche attraverso il supporto del canale mimico-gestuale e scritto. Per i disturbi legati alla scrittura viene offerta, sulla base delle caratteristiche del disturbo, un’ora aggiuntiva di trattamento strutturato specifico, carta-matita o mediante software dedicato.

        Esiste la possibilità di associare al trattamento logopedico tecniche di stimolazione non invasiva on-line, come la tDCS, al fine di modulare le attività cerebrali residue per favorire il recupero.

        Nei disturbi pragmatici della comunicazione viene proposto un trattamento per la riorganizzazione delle competenze pragmatiche, oltre alla gestione delle ricadute funzionali di tali abilità

        Per il trattamento di disartria e disfonia, a seconda dell’eziologia, delle caratteristiche e delle necessità individuali del paziente, il trattamento offerto può essere intensivo o estensivo, individuale o di gruppo e si serve di esercizi specifici tratti da metodiche di trattamento internazionalmente riconosciute

        La rieducazione in pazienti “minimally responsive” viene effettuata con stimolazioni convenzionali plurisensoriali, con l’applicazione di metodiche facilitanti sull’esempio del programma Affolter, che prevede un rinforzo degli aspetti esperienziali tattili-percettivi e con la mediazione di ausili tecnologici atti a trasmettere le pur minime possibilità e i pochi momenti di aumento della vigilanza del paziente in uscita dal coma. In particolare, vengono svolti interventi di: a) stimolazione delle capacità linguistiche in pazienti con mutismo acinetico; b) ricerca di un codice comunicativo in pazienti con minime capacità di contatto ambientale; c) valutazione e training per l’interazione mediante ausili esterni adattati (AAC: tastiere modificate, comandi alternativi, comunicatori ad alta tecnologia).

        Valutazione/riabilitazione delle funzioni attentive/esecutive, del neglect, dei deficit mnesici, delle abilità numeriche e di calcolo

        1. Funzioni attentive ed esecutive: la valutazione avviene sia con test carta e matita che con software computerizzati (es. TEA)Per il trattamento si utilizzano esercizi di ricerca e compiti di problem solving, mirati a migliorare le capacità di analisi, pianificazione, esecuzione e verifica, se possibile, in considerazione degli interessi e delle abilità premorbose del paziente, seguendo un criterio di complessità crescente. Vengono effettuate anche sedute al PC, con software dedicati (per esempio di monitoraggio del comportamento inibitorio e dell’errore) con supervisione da parte dell’operatore.
        2. Neglect: sono previsti trattamenti neuropsicologici con a) utilizzo di lenti prismatiche durante esercizi di raggiungimento motorio; b) Limb Activation Treatment LAT) per l’attivazione attentiva visiva e motoria nell’emispazio negletto per mezzo di device specifico; c) addestramento alla ricerca visiva mediante scansione con fading dei cues su materiali a complessità crescente; d) trattamento computerizzato con software specifici e supervisione dell’operatore; e) inquadramento comportamentale e miglioramento della consapevolezza degli esiti funzionali della lesione cerebrale, mediante tecniche di feed-back sulle prestazioni. Nel caso di trattamenti di gruppo vengono proposti ai pazienti esercizi a valenza ecologica da svolgere individualmente e confrontare in fase di verifica con la supervisione dell’operatore. L’obiettivo è quello di ridurre le pesanti ricadute funzionali che il neglect comporta nelle attività della vita quotidiana
        3. Deficit mnesici:dopo la valutazione formale delle diverse componenti mnesiche, vengono applicati programmi terapeutici sia con carta e matita che computerizzati. A seconda della specificità del deficit, l’intervento sarà orientato al rinforzo della memoria di lavoro, della memoria episodica ed autobiografica, dell’apprendimento di nuove informazioni, delle componenti semantico-lessicali o legate all’orientamento visuo-spaziale. Tecniche ed approcci diversificati (PQRST, PROMPT, fading, shaping, modeling, errorless learning, ecc…) permettono di avviare un percorso basato sul profilo cognitivo-comportamentale complessivo, strettamente individualizzato, teso al recupero piuttosto che al compenso del deficit, in una prospettiva di tipo ecologico. Vengono effettuate anche sedute al PC, con software dedicati e supervisione da parte dell’operatore.
        4. Abilità numeriche e di calcolo:viene effettuata una valutazione formale con le diverse batterie a disposizione, fino a studiare le capacità di tipo economico-finanziario: Vengono realizzati interventi riabilitativi focalizzati sui processi di transcodifica (per esempio nei pazienti afasici) piuttosto che su abilità funzionali elementari di conteggio e calcolo o di suscettibilità alle frodi in pazienti con quadri dementigeni.

        Valutazione e trattamento della disfagia neurogena

        Viene effettuato inizialmente uno screening del processo di deglutizione (che comprende una valutazione clinica a letto del malato secondo protocolli standardizzati, l’esame della funzionalità dei nervi cranici e la valutazione dell’efficacia della tosse).

        Successivamente si interviene nella stimolazione della funzionalità del tratto orale, sia in pazienti ad esordio acuto (compreso lo svezzamento da PEG e la co-gestione della cannula tracheostomica) che nell’adattamento funzionale in malattie degenerative (compreso lo screening per l’individuazione precoce in pazienti a rischio il processo di avvio al posizionamento di PEG).

        L’intervento prevede, quando possibile, il precoce coinvolgimento dei familiari ed il loro addestramento.

        È possibile che al trattamento convenzionale (adozione di posture facilitanti o di compenso, esecuzione di esercizi e manovre standardizzate per una maggiore efficacia deglutitoria) si associ un sistema di bio-feedback.

         

        Colloqui di psicologia clinica, psicodiagnostica e terapia di sostegno individuale/di gruppo per pazienti e caregivers: 

        I pazienti che subiscono un danno neurologico si trovano quasi sempre ad affrontare una condizione di disabilità transitoria o permanente che comporta cambiamenti drammatici a livello fisico, psicologico e sociale. L’intervento dello psicologo clinico si prefigura come un accompagnamento per sostenere il paziente nel recupero delle capacità residue, per favorire e sostenere una elaborazione della perdita, per acquisire strategie di adattamento e individuare i mezzi e gli strumenti più funzionali a gestire una situazione difficile. Lo psicologo accoglie anche i familiari per colloqui di sostegno con l’obiettivo di fornire indicazioni educative relative al trattamento e alla malattia e aiutarli a far fronte emotivamente alla situazione. Gli interventi consistono in colloqui di inquadramento psicologico e trattamenti psicoterapici di supporto, individuali o di gruppo.

        Terapie integrative

        Giardino Terapeutico

        Responsabili:  Francesca Meneghello, Medico Neurologo

                                  Vanessa Marino, Educatrice Professionale Sanitaria

         

        Il termine “ortoterapia” fa riferimento ad attività che impegnano il paziente in tutte le fasi del giardinaggio e dell’orticoltura, collegate a concetti di benessere e qualità della vita, inserite in un percorso riabilitativo e supportate da professionisti con specifici percorsi formativi.

        Costituisce un’opportunità per aiutare le persone a riguadagnare fiducia, ad apprendere, a sviluppare le proprie abilità sociali, a migliorare la mobilità fisica e a favorire un diverso inserimento occupazionale.

        Le attività vengono gestite da un’educatrice professionale che osserva e supporta la funzionalità del paziente e che collabora con tutti i componenti dell’equipe riabilitativa.