Giardino terapeutico

Verrà tempo che questa pianticella estenderà le sue radici in tutto il mondo.
San Camillo De Lellis

Ordine, armonia, bellezza. Colori e profumi di un parco con grandi alberature mediterranee, collocato tra mare e laguna. Sono molte le sensazioni suscitate dal giardino terapeutico del San Camillo SRL, Ospedale Neuroriabilitativo – IRCCS del Lido di Venezia. Si tratta del primo giardino terapeutico in Italia pensato per pazienti ricoverati in neuroriabilitazione, inaugurato il 14 luglio 2013 e denominato “Un giardino per rivivere”. Il progetto è stato donato da Paolo Sgaravatti, architetto paesaggista, e da Benedetta Piccolomini, garden designer, entrambi Ambasciatori del nostro Ospedale. L’idea progettuale ha previsto di rispettare la natura esistente, in particolare gli alberi, inserendo percorsi “paesaggistici” dedicati al primo contatto con la natura e mettendo in forte evidenza l’aspetto estetico del giardino: il bello produce benessere. Altri sentieri portano alle “stanze” del colore, del profumo e del tattile: una serie di spazi conclusi collegati tra loro da pergole naturali con piante rampicanti.

Paolo Sgaravatti e Benedetta Piccolomini, hanno voluto creare un giardino che desse la possibilità di indagare:

  1. Il potere bioenergetico delle piante adulte
  2. Gli effetti del cromatismo, del profumo e della tattilità degli arbusti
  3. Gli effetti dell’attività di giardinaggio e di orticoltura terapeutica

 

Il parco quindi si compone di tre aree distinte:

  • Giardino bioenergetico, con grandi alberature mediterranee
  • Giardino del colore, del profumo e del tatto, con molte varietà di rose, ortensie e ricco di piante aromatiche
  • Giardino-orto e serra-laboratorio, per lavorare in modo riparato nelle mezze stagioni

 

Oltre alle aiuole a terra, sono state appositamente create eleganti aiuole rialzate che facilitano la partecipazione attiva alle attività di garden therapy, dalla semina alla cura delle piante, alla raccolta dei frutti. Le coltivazioni sono di tipo biologico, con riferimento all’orto-giardino dell’Alto Adige, dove fiori e verdure possono crescere rigogliosi insieme.  La scelta delle piante è stata effettuata con attenzione alla stagionalità, ai tempi di crescita, al loro sviluppo e, in generale, alla maggiore biodiversità possibile, per suscitare curiosità e interesse.

Ampi corridoi di passaggio e una pavimentazione idonea rendono il giardino e il parco facilmente accessibile ai pazienti in carrozzina o con disabilità motorie, per poter godere del potere bioenergetico delle piante e della brezza marina.

Nella luminosa serra – laboratorio si lavora piacevolmente al riparo quando necessario, si effettuano lezioni a tema e si osservano in tutte le stagioni le piante più delicate.

Quando le condizioni atmosferiche scoraggiano le uscite in giardino, si lavora con piante, legni, cortecce e conchiglie nel Giardino d’inverno, situato al piano terra dell’Ospedale. Inoltre, si effettuano dei laboratori a tema, come, ad esempio, laboratori multisensoriali e laboratori decorativi.

L’obiettivo della garden therapy, in neuroriabilitazione, è anche quello di essere per tutti gli operatori, un’ulteriore palestra nel green. Per favorire il recupero della motricità fine in un contesto ecologico o per un training della deambulazione in un terreno solo lievemente disomogeneo; per il miglioramento cognitivo dato dalla possibilità di pianificare, svolgere e verificare il risultato di attività motivanti; per migliorare la consapevolezza, l’accettazione e la propria valorizzazione, in caso di vissuti d’ansia o depressione; per ridurre quanto più possibile le conseguenze sociali e ambientali della disabilità acquisita.

L’ortoterapia, inoltre, favorisce l’acquisizione di abilità, autonomie e competenze di ispirazione green, che possono essere ulteriormente fruibili dopo la dimissione (cura delle piante e dell’orto a scopo ricreativo; inserimento lavorativo in cooperative sociali, etc). Gli obiettivi, andranno calibrati e individualizzati su misura della persona e sono inseriti in un’ottica di sensibilizzazione a tematiche ambientali, ecologiche, ad una cultura del riciclo e del rispetto della natura.

I pazienti, possono usufruire del giardino per i suoi aspetti rigenerativi e per l’interesse alle attività annesse. Il “gardening”, infatti, offre opportunità di scambio relazionale, di confronto e di sostegno reciproco durante lo svolgimento di attività funzionali e motivantiAnche i familiari, in visita, possono apprezzare l’incontro con i loro cari nell’aria pura del giardino.

Il contatto con piante e fiori stimola vista, olfatto e tatto, risvegliando ricordi ed emozioni. Stimola chi lo visita e, maggiormente, chi ci lavora, ad entrare in equilibrio con la natura e con i suoi ritmi.

 

Responsabili: Vanessa Marino, Educatrice professionale

                       Francesca Meneghello, Medico neurologo

Per contattare il team che si occupa del giardino terapeutico, scrivi  a: giardino.terapeutico@ospedalesancamillo.net

Tel: 041.2207503

Lavorare la terra, scioglierla e alleggerirla, è come trasformare la mente…
Pia Pera

Locandine di iniziative ed eventi

il progetto:

Il progetto è stato donato da Paolo Sgaravatti, architetto paesaggista, e da Benedetta Piccolomini, entrambi Ambasciatori della Fondazione di Ricerca in Neuroriabilitazione San Camillo Onlus.

Paolo Sgravatti

Paolo Sgravatti

Architetto Paesaggista

Paolo Sgaravatti si forma al Thames Polytechnic di Londra frequentando il corso di Landscape Architecture di quattro anni (1970-1974).

Nello stesso periodo lavora come disegnatore-praticante in affermati studi professionali di Londra: quello di Preben Jacobsen e poi di Michael Lancaster.

Socio dal 1974 del Landscape Institute (l’Associazione inglese di Architettura del Paesaggio) ha occasione di conoscere o collaborare con i maggiori esponenti del paesaggismo anglosassone, tra questi Timothy Cokran, Geoffrey e Susan Jellicoe.

Con i colleghi di corso John Moreland, David Stevens e Arabella Lenox Boyd, oggi noti paesaggisti, costituisce un gruppo di lavoro con sede a Londra.

Rientrato in Italia, nel 1976, apre lo studio a Padova trasferendo le esperienze acquisite all’estero e adattando il disegno anglosassone al gusto formale mediterraneo.

Da allora si occupa di riqualificazione del paesaggio, restauro di giardini storici, progettazione di giardini privati, di parchi e giardini urbani, di verde sportivo ed arredo urbano.

In collaborazione con alcuni colleghi italiani, ricostituisce l’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (A.I.A.P.P.) di cui coprirà, negli anni, diverse cariche sociali:

Partecipa a numerosi convegni in qualità di relatore, collabora con riviste specializzate e fa parte del gruppo di Studio dei Giardini Storici dell’Università di Padova.

Viene invitato a tenere dei corsi di paesaggistica dall’Università di Venezia, dipartimento di Urbanistica, dall’ISAD (Istituto Superiore di Architettura e Design) di Milano, dall’AGFOL di Mestre e da altri Istituti.

Nel 1990 sviluppa un programma informatico Green Select per la selezione e la ricerca delle piante ornamentali disponibili sul mercato nazionale e, successivamente, un programma per la gestione botanica ed economica dei Parchi Storici.

Pubblica un volume sui giardini triestini “Trieste, i nostri giardini” edito dalla Vianello Libri.

Sito Internet: www.sgaravatti.it

Benedetta Piccolomini

Benedetta Piccolomini

Garden Designer

Benedetta Piccolomini, Garden Designer, ha progettato molti giardini nel Nord d’Italia, dedicando grande attenzione all’aspetto biologico grazie alla grande esperienza acquisita nel settore dell’agricoltura biodinamica.

Èinoltre curatrice di molte mostre di rose antiche, di cui è grande conoscitrice e collezionista.

Ha riportato all’antico lustro il Parco del Castello di Cordovado, dove risiede.

Giardino terapeutico dell’IRCCS San Camillo s.r.l. con la Dr.ssa Meneghello: