Dal 25 al 28 agosto 2025 si è svolto il convegno internazionale BioMed 2025, che ha portato a Venezia, al Lido e a Ferrara studiosi, clinici e rappresentanti istituzionali dall’Italia e dal Giappone.
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dalla Kansai Medical University di Osaka, nasce nell’ambito del Biomedical Research Hub, un centro di ricerca congiunto avviato nel 2024 con l’obiettivo di integrare medicina, ingegneria e informatica per affrontare le grandi sfide della salute del futuro.
Il convegno si è articolato in diverse sedi, tracciando un vero e proprio itinerario della ricerca biomedica tra università e ospedali.
La cerimonia di inaugurazione si è tenuta il 25 agosto a Venezia, nell’Aula Magna di Ca’ Dolfin, alla presenza di una delegazione giapponese della Kansai Medical University e di rappresentanti delle istituzioni locali – tra cui la Regione Veneto, l’IRCCS San Camillo e l’ULSS 3 Serenissima – a testimonianza del forte legame tra ricerca accademica e territorio.
Il 26 agosto il convegno è entrato nel vivo della ricerca al Campus Scientifico di Mestre, dove si sono svolti laboratori e sessioni di lavoro in team, favorendo lo scambio diretto tra giovani ricercatori e docenti.
Il 27 agosto è stata la volta dell’IRCCS San Camillo del Lido di Venezia, che ha ospitato una giornata interamente dedicata all’incontro tra clinica e ricerca.
Focus principale: la neuroriabilitazione associata alla medicina molecolare, con approfondimenti su innovazione terapeutica e prospettive di collaborazione futura.
In questa occasione è stato ricordato l’accordo di cooperazione siglato nei mesi scorsi, che vede l’IRCCS San Camillo in prima linea nel progetto tra Venezia e Osaka. La struttura del Lido metterà infatti a disposizione i propri laboratori di ricerca, il campus scientifico e il know-how nella ricerca traslazionale per sviluppare nuove soluzioni di cura in relazione a cerebrolesioni acquisite (ictus, traumi cranici e vertebrali) e patologie neurodegenerative (parkinsonismi e sclerosi multipla).
La giornata ha evidenziato come le ricerche sviluppate nei laboratori universitari possano trovare applicazione diretta nei reparti ospedalieri, generando un impatto reale sulla vita dei pazienti. I temi trattati hanno spaziato dalla medicina rigenerativa ai nuovi approcci per la riabilitazione delle malattie neurologiche e neurodegenerative, dalla diagnostica molecolare avanzata alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per la personalizzazione delle cure.
Infine, il 28 agosto, l’ultima tappa del convegno si è svolta presso il Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università degli Studi di Ferrara, che già presenta con l’IRCCS San Camillo una fattiva collaborazione, dove i lavori si sono conclusi con presentazioni scientifiche e prospettive di sviluppo future.
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